| Kenia - Ol Moran |
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La parrocchia di Ol Moran nasce il 1° gennaio del 1997 per volontà dal vescovo di Nyeri, Nicodemus Kirima, dalla parrocchia madre di Kinamba, per venire incontro alle necessità pastorali di un numero crescente di fedeli. Primo parroco è il missionario veneziano Don Giovanni Volpato. La Missione Saint Mark di Ol Moran è situata a circa 260km a Nord di Nairobi nella Rift Valley, e si estende in un'area di circa 120km² nel distretto di Laikipia, un altipiano situato a 2.000m sul livello del mare. Il clima è caratterizzato da due stagioni piovose che possono essere abbondanti o molto scarse a seconda delle annate: per questo motivo la regione è adatta esclusivamente a coltivazioni resistenti alla siccità e all'allevamento. La popolazione della Missione è composta da circa 17.000 abitanti: il 60%, appartiene alla tribù dei Kikuyu, il rimanente 40% è composto da Samburu, Turkana, Pokot, Kalenjin e Kisii. La lingua più usata è il kiswahili (o swahili). Nel gennaio 1998, a seguito delle elezioni del dicembre 1997, parte dell'area della Rift Valley, ed in particolare il distretto di Laikipia, in cui si trova la Missione, fu scosso da una serie di atti di violenza che ricalcavano gli eventi successivi alle elezioni del 1992. Oltre 120 persone persero la vita, migliaia furono gli sfollati e centinaia le case distrutte. Nell'ottobre 2002 si sono aggiunte alla comunità 5 suore della congregazione “Ancelle della Visitazione”, e nel corso degli anni hanno collaborato anche diversi Padri Kenioti, tra i quali ricordiamo Fr. Raphael Njihia, Fr. Joseph Njoroge, Fr. Aloisio Lemporuk, Fr. Paul Wahome e Fr. Agostino Ledude. Dall'Aprile 2006 la situazione della sicurezza nel distretto di Laikipia è peggiorata sensibilmente fra le tribù Samburu e Pokot, che hanno organizzato razzie di bestiame fra di loro . Questa situazione ha generato una spirale di violenza, con attacchi di notte e tattiche da guerriglia, per eludere le forze di polizia che non riescono ad affrontare la situazione in maniera adeguata . Le fazioni si sono organizzate in maniera moderna per prevenire i controlli della polizia e vanificarli . Inoltre i combattenti sono dotati di sofisticate armi automatiche che provengono dai paesi confinanti come Sudan, Somalia e Etiopia, in cui sono in corso dei conflitti. Purtroppo come spesso accade le vittime di questi scontri sono prevalentemente giovani, donne e bambini. Sono stati fatti diversi tentativi per portare le due fazioni sul tavolo delle trattative attraverso i loro anziani sia da parte del governo centrale, sia da parte di NGOs presenti in Kenya, il risultato di questi incontri, è stato sempre deludente: si sentono discorsi molto incoraggianti da parte degli anziani, ma il giorno dopo avviene un'altra razzia dell'una o dell'altra parte. I pacificatori hanno esperimentato una grande frustrazione perchè vedono i loro sforzi vanificati: sembra che i giovani non ubbidiscano più agli anziani. Attualmente una fazione (i Pokot) è riuscita a prevalere sull'altra e a scacciare i Sanburu dal distretto di Laikipia. Menzionando le cause di questa animosità tra i gruppi etnici, si deve convenire che esse sono molteplici. Prima la "normale" animosità tribale abbastanza comune in Kenya, secondo conflitti per l'uso delle terre non coltivate per i pascoli. Il distretto di Laikipia è già stato quasi totalmente assegnato ai proprietari, di cui la maggior parte sono Kikuyu. Questi non usano i terreni assegnati per lo stato di insicurezza. Queste terre non coltivate diventano così motivo di contenzioso. Si auspica che il governo entri in maniera più incisiva sulla risoluzione delle animosità e soprattutto faccia si che venga osservata la legge (armi illegali, proprietà privata) risolvendo i problemi di desertificazione a causa dello sfruttamento eccessivo dei pascoli. I maggiori episodi di scontri sono stati il 29 Agosto 2006, con circa 20 vittime, il 20 Maggio 2007 con circa 30 vittime, ma nel complesso dall'inizio delle animosità si posso contare circa 100 vittime. |

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